Quando la fantascienza era ancora giovane e si chiamava «romanzo scientifico» o al massimo sfoggiava - oltreoceano - un termine di nuovissimo conio come «scientifiction», le avventure spaziali si spingevano raramente più in là di Giove: poi però è venuta l’Allodola dello Spazio e da quel momento il sistema solare è divenuto improvvisamente troppo stretto.… Continue reading E.E. «Doc» Smith – L’Allodola dello Spazio (Skylark of Space 1)
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Harry Harrison – Mondo maledetto
Oltre ad essersi scelto uno pseudonimo così allitterante, Harry Harrison ha scritto anche parecchi libri piuttosto famosi, come la bella distopia del prossimo futuro di «Largo, largo!» (mai sentito parlare del Soylent?) e le serie del «Ratto d’Acciaio», di «Bill, l’Eroe Galattico», degli «Yilanè» e, un po’ meno nota delle precedenti, del «Mondo maledetto» (Deathworld,… Continue reading Harry Harrison – Mondo maledetto
Abraham Merritt – La donna volpe e altre storie
Di Abraham Merritt ho già scritto alcuni mesi fa: in quell’articolo osservavo che, pur rilevanti nell’evoluzione del fantastico per l’influenza che hanno avuto sugli autori successivi (e quindi anche sui pulp), le sue storie mancano sempre di qualcosa e così alla fine non riescono mai a convincere appieno. Sono infatti terribilmente lente, descrittive, formulaiche, sovraccariche… Continue reading Abraham Merritt – La donna volpe e altre storie
Jack Vance – La Terra morente
Dicono - e non a torto - che a distanza di anni non si dovrebbe rileggere un libro che si è amato: la rilettura infatti non regge mai i ricordi ed anzi rischia di far crollare all’improvviso quello che sino al giorno prima si era creduto un rifugio sicuro, un caposaldo della letteratura, un capolavoro… Continue reading Jack Vance – La Terra morente
Murray Leinster – L’asteroide abbandonato
«L’asteroide abbandonato» (The Wailing Asteroid, 1960) non è certo uno dei libri più noti né, va detto, dei migliori di Murray Leinster, autore prolificissimo dell’epoca d’oro della fantascienza nel quale ogni appassionato si è senz’altro imbattuto prima o poi: ciononostante quest’opera ha una sua attrattiva e pure una trama abbastanza creativa ed imprevedibile per risultare… Continue reading Murray Leinster – L’asteroide abbandonato
Dennis Feltham Jones – Colossus
Si legge sempre più spesso dei progressi prodigiosi compiuti dalle intelligenze artificiali (AI, nell’acronimo inglese comunemente usato) e della fiducia illimitata che programmatori sprovveduti ripongono in macchine sempre più evolute, nonostante il rischio che un giorno queste sfuggano al controllo umano: infatuati come siamo per qualunque nuovo gingillo tecnologico, abbiamo ormai perso la naturale diffidenza… Continue reading Dennis Feltham Jones – Colossus
Tre libri di Abraham Merritt
Autore protopulp, ponte tra la letteratura avventurosa per così dire classica o almeno tradizionale ed i racconti d’azione delle riviste specializzate, Abraham Merritt è stato uno degli autori più noti, seguiti e caratteristici degli anni Venti e Trenta: l’impatto dei suoi scritti è stato tale da influenzare anche Lovecraft, suo contemporaneo, e Gary Gygax, l’ideatore… Continue reading Tre libri di Abraham Merritt
James H. Schmitz – Le streghe di Karres
Quando penso a come può aver avuto origine la mia passione per la space opera vecchio stile, la mia mente corre subito ad un racconto in particolare: «Le streghe di Karres» di James H. Schmitz (The Witches of Karres, 1949). E intendo proprio il racconto, si badi bene, non il romanzo o «fixup» dallo stesso… Continue reading James H. Schmitz – Le streghe di Karres
Arnaud d’Apremont – La vera storia di Babbo Natale
Che il Natale sia debitore al Sole Invitto romano ed al culto che se ne faceva in epoca imperiale ormai è noto a tutti, così come tutti ormai sanno che Babbo Natale così come lo conosciamo deve il suo aspetto alla Coca Cola, di cui infatti indossa i colori: molti ignorano tuttavia una serie di… Continue reading Arnaud d’Apremont – La vera storia di Babbo Natale
Charles R. Tanner – Tumithak dei corridoi
C’era un tempo non troppo lontano in cui l’uomo celebrava l’ingegno umano e reclamava per i suoi simili il giusto dominio su tutto il creato: il tarlo del «tutto è relativo» non aveva ancora consumato le fondamenta della società, che anzi all’epoca era ben salda e fiduciosa nel proprio futuro. Tutta questa sicurezza ottimistica si… Continue reading Charles R. Tanner – Tumithak dei corridoi