La pioggia battente di questi giorni non ha bloccato la Niccon VI, che ho organizzato lo scorso sabato: certo, visto il maltempo, qualcuno – soprattutto dal Trentino – ha preferito cambiare programma proprio all’ultimo momento e restarsene a casa ma non me la sento di biasimare chi l’ha fatto, dal momento che con una tale intensità di pioggia probabilmente anch’io mi sarei macchiato della stessa colpa. Ciononostante, diverse decine di giocatori hanno risposto all’invito, persino tre amici di Firenze, che sono ormai tra gli ospiti fissi e graditissimi della convention.
Per prevenire ogni domanda, dirò che – va da sé – non solo la Niccon si è tenuta al chiuso e non all’aperto come magari il richiamo alla pioggia potrebbe aver fatto pensare ma da questa edizione ha anche cambiato sede: dalla vecchia casa Altmann, accogliente ma ormai troppo piccola per ospitare una convention che è cresciuta rapidamente, siamo infatti passati alla nuova sala Frank, capace di centocinquanta posti a sedere. La sala è un gioiello per giocare: è in superficie, facilmente raggiungibile, perfettamente illuminata, ben riscaldata ed interamente rivestita di legno; dispone pure di un portichetto sotto il quale, se solo ci fosse stato il sole, si sarebbero potuti collocare un paio di tavoli per giocare all’aperto ed intanto godersi l’ultimo caldo ottobrino.
Non mi soffermerò a descrivere l’intera giornata nei dettagli: mi limiterò a dire che tutto è andato bene e che per tutte le dodici (quasi tredici) ore della convention si è respirata un’atmosfera calorosa ed amichevole, merito della socievolezza dei partecipanti e del clima accogliente che sempre si crea non appena si varcano le porte della Niccon.
Tuttavia ho un motivo di disappunto, lo stesso che mi tiro dietro ormai da tre edizioni: ancora una volta non sono riuscito a giocare a New Angeles, sebbene l’avessi preparato su un tavolo dedicato e promosso in mille modi. Siamo arrivati a due interessati, ed uno dei due ero io. Come noto, amo New Angeles ed i giochi di contrattazione in generale ma purtroppo questa categoria sembra non piacere alla maggioranza dei giocatori, che invece preferiscono fare i conti con giochi lunghissimi, regole pesantissime e strategie complicatissime piuttosto che lasciarsi andare alle sottili dinamiche delle alleanze di comodo, dei tradimenti improvvisi e della dialettica di persuasione. Non demordo però e alla prossima Niccon tornerò a proporlo. O, a questo punto, forse anche ad imporlo.
Anche senza eventi speciali programmati, la Niccon VI è stata decisamente l’edizione meglio riuscita sinora: ci rivediamo senz’altro a gennaio!