Chi è nato d’estate conosce bene il dramma: festeggiare il compleanno durante la bella stagione è un’impresa titanica. Non perché gli amici abbiano deciso di ignorarci o perché abbiano di meglio da fare (beh, forse sì) ma perché sono tutti via: non appena finiscono le scuole ed il sole inizia a fare il suo dovere le famiglie spariscono per le vacanze e per riuscire a trovare un fine settimana in cui siano nuovamente tutti o quasi in città occorre attendere settembre e l’inizio delle scuole.
Il compleanno di chi è nato d’estate è un compleanno di solitudine.
La Niccon-pleanno
Ero quindi rassegnato ad avere un numero ridotto di amici ospiti della mia seconda Niccon, che ho organizzato verso la fine di giugno e ribattezzato «Niccon-pleanno» per la concomitanza, appunto, del fatidico giorno. Ed infatti, complici le inique vacanze, i partecipanti si sono dimezzati come temevo: sedici contro i trenta di gennaio. Almeno cinque amici, con mogli o fidanzate, erano in ferie; altri erano bloccati dal lavoro; altri ancora avevano impegni di famiglia che si sovrapponevano, dall’accompagnare la suocera in vacanza all’accudire i figli (o portarli al mondo, nel caso di una coppia di neogenitori); una minoranza non si è nemmeno degnata di dare notizia.
Nell’insieme però la Niccon è andata molto bene, quasi meglio della precedente: ho infatti corretto alcune carenze della prima edizione (c’erano molte più cibarie e lo spazio era organizzato meglio), curato diversi miglioramenti (c’era la torta, ad esempio, e gli orari di inizio e fine erano più umani) e mi sono pure giunte alcune soddisfazioni che l’altra volta erano invece mancate.
1) Gli inviti
Alla Niccon-pleanno ho invitato le stesse persone di gennaio, quindi una quarantina di amici, tutti giocatori e tutti scelti per le loro capacità relazionali ed una certa familiarità con l’igiene: l’atmosfera infatti è stata allegra e rilassata per l’intera giornata. Siamo riusciti persino a fare diversi giochi da molti, come Cash ’n Guns, Spyfall e Gift Trap (con le regole modificate), che capita solo raramente di giocare a piena forza.
Perciò: valgono ancora le medesime considerazioni della prima edizione, anche in futuro la partecipazione alla Niccon rimarrà su invito personale.
2) La sala
Sebbene in un primo momento avessi preso in considerazione l’idea di cambiare sala, alla fine ho fissato la stessa della prima Niccon, a Gries: avevo il sentore che saremmo stati in pochi. Il risultato è stato ottimo: eravamo molti meno dell’altra volta, quindi c’era più spazio per tutti ed il rumore non riverberava così forte; al tempo stesso, tutti conoscevamo già la sala (che ha la comodità di avere un parcheggio appena all’esterno), quindi portare il materiale – giochi, cibarie, accessori – e prepararla è stato molto più semplice e veloce.
E la sala era pure climatizzata!
Perciò: probabilmente non cambierò la sala per la terza Niccon né per le successive; certo, è un po’ stretta quando si è in tanti ma è anche troppo accogliente per abbandonarla. Magari dovremo adattarci un po’ e rassegnarci al rumore che noi stessi produciamo ma ormai questa ha un che di familiare, ha il sapore della Niccon.
Tra l’altro, nei mesi scorsi ho dato un’occhiata alle altre sale cittadine che possono essere prese in affitto e nessuna mi ha impressionato: tolte quelle decisamente troppo grandi, le altre sono poco più spaziose ma costano decisamente di più. E non hanno nemmeno abbastanza tavoli.
3) Niente main event ma…torta!
A gennaio la partitona a Mega Civilization aveva tenuto impegnati dieci amici per tutto il giorno, oltre ad aver occupato per una decina di ore un bancone di quattro metri per uno e spiccioli, spazio prezioso tolto alle altre attività. Questa volta quindi ho deciso di non riproporre lo stesso giocone (che però tornerà senz’altro in una prossima edizione, su richiesta) e di puntare alla torta del Livio come «main event» della giornata (foto d’apertura): alla fine infatti era prima di tutto la mia festa di compleanno. La torta, da trenta persone, era così buona che non ne è rimasta nemmeno una fettina!
Perciò: come ho già affermato, alle Niccon ci sarà sempre un main event ma di volta in volta deciderò quale, adattando la scelta alla contingenza.
4) I social media e l’elenco dei giochi
Confermata la geeklist su Board Game Geek, ho aperto anche un gruppo su Faccialibro ed uno su Whatsapp, per facilitare la discussione e la scelta dei giochi da portare. Così ad esempio alcuni partecipanti si sono accordati per partite ad Imperial Assault e Blood Bowl Team Manager (che tra l’altro è uno dei miei giochi preferiti) e ad altri giochi più impegnativi per i quali, a causa della durata, è spesso difficile trovare avversari.
Perciò: ormai i gruppi sono stati creati, si tratta solo di tenerli vivi.
5) Miglioramenti e soddisfazioni
Ho ritoccato l’orario di questa Niccon: invece di fare dalle 9 alle 23 ho spostato l’inizio alle 10 e anticipato la conclusione alle 22, ben sapendo che avremmo potuto usare la sala fino alle 23.30 (termine che infatti abbiamo sfruttato sino all’ultimo secondo); così ho avuto tutto il tempo di preparare i tavoli con calma e disporli in maniera tale da sfruttare tutto lo spazio disponibile.
Altri miglioramenti riguardano la disponibilità del bancone già occupato da Mega Civilization, che è diventato il punto di riferimento per la libreria dei giochi e per le cibarie; su un angolo avevo posto il libro degli ospiti, adagiato sul leggio come mi ero ripromesso di fare: qui gli amici hanno lasciato saluti molto lunghi ed articolati, che mi ha fatto molto piacere leggere. Decisamente, il libro degli ospiti non deve mancare mai.
Sempre per le soddisfazioni, un paio degli amici più cari mi hanno regalato una cinquantina di spille autoprodotte a tema Niccon (foto a lato) che ho poi distribuito ai partecipanti: il disegno nel suo insieme e soprattutto il motto «Niccon…champagne!» iscritto nel fumetto dimostrano un’ottima conoscenza della mia personalità. Gli amici sanno infatti che, per la dottrina Gambetti, si deve giocare sempre per lo champagne e mai per vincere.
Le vittorie poi arrivano da sé.
6) Ancora sui vettovagliamenti
Questa è la parte che mi lascia sempre più perplesso: la volta scorsa mancavano le patatine e le bibite, tanto che in un certo senso erano state anche sollecitate; questa volta ne avevo rifornite in abbondanza ma ne è stata consumata solo una piccola parte. Non so spiegarmene la ragione, a parte forse che faceva caldo, molto caldo («era scoppiata l’afa», direbbero gli Squallor), e quindi tutti avevano poca voglia di riempirsi di stuzzichini unti e pesanti.
Avevo anche stipulato una convenzione con un pizzaiolo con consegna a domicilio, che mi aveva fatto una splendida convenzione da pizza (qualsiasi pizza) più bibita a basso prezzo ma per il pranzo e la cena tutti hanno preferito ordinare altro: cinese, per lo più.
Perciò: le patatine e le bibite non mancheranno dalla prossima Niccon (che sarà in inverno, quindi con un clima più adatto a queste cibarie) ma non mi preoccuperò più di stringere convenzioni con questo o quello per la fornitura del pranzo e della cena.
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