Terzo volume della collana dei «Miti di Cthulhu» dedicato a Clark Ashton Smith, «Le metamorfosi della terra» è un’ottima antologia composta di soli sei racconti, scollegati tra loro ma assai evocativi: purtroppo gli appunti che avevo scritto all’epoca della lettura sono assai concisi e non vanno molto al di là di un «ottimi esempi di racconti pulp» accompagnato da brevissimi riassunti delle storie.
Li copio, integrandoli con quel tanto che ancora serbo in memoria: tra tutti, «Il pianeta stupefacente» è un’ottima space opera/planetary romance di sapore tipicamente anni Trenta; «Un’offerta alla luna» evoca un’atmosfera irreale con splendide ambientazioni; «Abbandonati su Andromeda» è un ricco repertorio di idee e minacce planetarie per un’avventura gidierristica fantascientifica; l’eponimo «Le metamorfosi della terra» ed «Il rajah e la tigre» sono buoni ma non memorabili (il primo però offre uno spunto imprevisto come la «venusiformazione» della terra) mentre «La dimensione del caso» è probabilmente il solo che non mi abbia lasciato alcun ricordo, probabilmente perché una terra che continua a cambiare non è un tema che mi faccia impazzire.
– Le metamorfosi della terra (The Metamorphosis of Earth, 1951)
Il racconto descrive in forma di cronaca come all’improvviso alcune zone della terra inizino a mutare di aspetto, causando la morte degli umani: tempo dopo si scopre essere opera dei venusiani, che stanno «venusiformando» la terra in preparazione di un’invasione. Al momento in cui il racconto viene scritto sono vent’anni che stiamo combattendo gli alieni per scacciarli ma il conflitto andrà avanti ancora per centinaia di anni almeno. (6/7)
– Il pianeta stupefacente (The Amazing Planet, 1931)
Mentre esplorano un pianeta, i due protagonisti vengono catturati dagli indigeni (razza di cavernicoli giganti) e venduti ad un’altra razza di alieni (più piccoli e tecnologizzati) che li portano sul loro pianeta per studiarli: ma durante la cattività sorgono delle incomprensioni e, interpretando male le intenzioni degli esaminatori, i due terrestri fuggono facendo scempio degli alieni. Vengono infine salvati dalla loro nave, che ne aveva seguito le tracce fino al pianeta dove erano stati tratti. (7)
– La dimensione del caso (The Dimension of Chance, 1932)
L’inseguimento aereo di una spia giapponese finisce su un altro mondo in un’altra dimensione, dominato dal caso e dal cambiamento. (6)
– Un’offerta alla luna (An Offering to the Moon, 1953)
I due protagonisti sono archeologi che stanno studiano le isole della Melanesia: vengono posseduti dagli spiriti degli antichi abitanti di Mu che, una notte di luna piena, li spingono a terminare un sacrificio non completato millenni prima, vittima l’uno, carnefice l’altro. Bella atmosfera. (6/7)
– Il rajah e la tigre (The Rajah and the Tiger, 1912)
Discreto racconto (ma lineare) che termina repentinamente, quasi fosse stato completato in fretta per non lasciarlo a metà: il ragià di un’isolata ed assolata cittadina indiana è in realtà l’assassino dei precedenti governatori inglesi misteriosamente scomparsi. Il nuovo governatore lo scopre, quasi a proprie spese. (6)
– Abbandonati su Andromeda (Marooned in Andromeda, 1930)
Tre ammutinati vengono abbandonati dal resto della spedizione spaziale su un pianeta sconosciuto dove tutto è mortale: dopo aver superato finti massi carnivori, pigmei a cavallo di lucertole enormi, mostri tentacolati aquatici d’ispirazione lovecraftiana, foreste di tentacoli carnivori, sciami di insetti enormi dai pungiglioni d’acciaio, l’indomani i due superstiti vengono ripescati dal capitano dell’astronave, che ha perso il resto dell’equipaggio (dei tre rimastigli fedeli due sono morti ed uno è malato) ed ha deciso di fare ritorno a casa. Storia fessa ma belle idee ed ambientazioni. (5/6)
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