Alcune settimane fa – il 28 gennaio, per la precisione – ho organizzato la mia prima Niccon, una giornata dedicata interamente ai giochi da tavolo: ho già una buona esperienza nell’organizzazione di eventi ludici (come tornei vari, concorsi e pure due volte le Spieletage a Bolzano) ma in quanto primo evento mio in tutto, anche nel nome, ho preferito non correre rischi e limitare la partecipazione solo ad un numero ristretto di invitati.
I requisiti non erano esagerati: i partecipanti dovevano 1) essere amici o almeno giocatori che conosco personalmente, 2) avere un minimo di capacità di socializzazione e 3) avere una qualche cura della persona, igiene inclusa (entrambi questi aspetti non vanno sottovalutati quando si parla di giocatori).
Anche così mi sono lasciato prendere la mano ed ho mandato più inviti di quanti ne avessi inizialmente previsti: una quarantina abbondante. Di questi, complice un’ondata di influenza che ha colpito Bolzano proprio in quei giorni, hanno infine partecipato alla Niccon una trentina di giocatori, provenienti da Bolzano e dintorni, Trento e Rovereto, Verona e persino tre amici da Firenze.
Il programma della Niccon era semplice: quel giorno, dalle nove di mattina alle undici di sera, i prescelti erano invitati a partecipare all’incontro ludico – ovviamente gratuito – che si sarebbe tenuto in una certa sala. Qui avrebbero potuto incontrare altri giocatori selezionati per passare una giornata interamente dedicata ai giochi da tavolo e, nelle mie intenzioni, anche stringere nuove amicizie. Per i più coraggiosi, il «main event» della Niccon era una partitona a Mega Civilization, il gioco di civilizzazione nipote dell’Advanced Civilization del 1980: diciotto i posti disponibili ma alla fine solo in dieci hanno avuto il coraggio di cimentarsi con questo giocone, che li ha praticamente assorbiti per l’intera giornata.
Un primo bilancio
Nel complesso questa mia prima Niccon è stata un successone: non solo mi ha aiutato a riunire un gran numero di amici, molti dei quali non vedevo da anni, ma mi ha anche permesso di rafforzare quella rete regionale tra giocatori che da quando ho ripreso a giocare sto cercando di costruire assieme ad altri appassionati altrettanto motivati.
Prima (e non parliamo della preistoria ma di sei o sette anni fa) a Bolzano era il nulla: tanti gruppetti di pochi amici che si trovavano, sempre gli stessi e sempre tra loro, a giocare sempre agli stessi giochi (almeno nella realtà italiana: nell’ambito tedesco la situazione è sempre stata diversa, più ricca, ma ignota/proibita al giocatore di lingua italiana). Oggi, grazie anche al nostro impegno, la situazione è radicalmente cambiata: ci sono almeno tre ritrovi alla settimana, aperti a chiunque (e, soprattutto, gratuiti); frequenti contatti e scambi coi giocatori trentini; una campagna di evangelizzazione per far conoscere il gioco da tavolo anche a chi non lo conosce; più di recente, persino il mondo di lingua tedesca si è aperto – o, meglio, si è lasciato conoscere – ai giocatori di lingua italiana. In sostanza, la situazione è decisamente molto più accogliente e favorevole al gioco da tavolo organizzato di quanto non fosse solo poco tempo fa.
Ma non è di questo bensì della Niccon che volevo parlare in questo aggiornamento, così non divago oltre: mi limito invece ad elencare ciò che ha funzionato in questa prima esperienza.
1) Gli inviti
Aver scelto i partecipanti sulla base delle loro capacità relazionali ha garantito un clima rilassato ed allegro per l’intera giornata. Non c’è stata una sola disputa per regole male interpretate né per sconfitte accettate peggio: al contrario, ho visto solo volti allegri e rilassati e quasi ogni tavolo mescolava giocatori di almeno due gruppi o provenienze diverse.
Perciò: la partecipazione su invito ha funzionato. Alla prossima Niccon probabilmente estenderò gli inviti anche ad altri, per includere un maggior numero di giocatori (cosa che probabilmente mi costringerà a cambiare sala, si veda il punto seguente).
2) La sala
La capienza della sala era di trenta persone, quindi su misura per il gruppo che ha partecipato alla Niccon, ma ci sarebbe stato ancora del posto per accogliere altri giocatori: sarebbero invece mancati i tavoli, dato che Mega Civilization da solo si portava via un bancone da quattro metri di lunghezza per uno di larghezza. Tra l’altro, un parcheggio appena fuori dell’edificio – a pagamento il sabato mattina ma gratuito dall’una in poi – ha reso molto più agevole la trasferta dei non bolzanini.
Purtroppo però questa sala – piacevolmente riscaldata e con bagni puliti, come molti hanno piacevolmente osservato – ha un difetto: il soffitto a volta, che riverbera il chiasso che, inevitabilmente, si crea mentre si gioca, con conseguente mal di testa per alcuni.
Perciò: dato il maggior numero di invitati, probabilmente mi vedrò costretto a cambiare sala e sceglierne una sufficiente una cinquantina di persone. L’ho già adocchiata, devo solo verificare se dispone anche di un numero sufficiente di tavoli.
3) La scelta del giorno
Ho l’impressione che il sabato abbia funzionato meglio di quanto avrebbe offerto la domenica. Se infatti alcuni degli invitati avevano problemi di lavoro alla mattina, è anche vero che quasi tutti hanno potuto passare già nel primo pomeriggio e fermarsi sino alla chiusura, alle undici di sera: la stessa partitona a Mega Civilization non sarebbe stata possibile alla domenica, visto l’impegno e la concentrazione che ha richiesto ai partecipanti.
Perciò: anche le prossime Niccon si rifaranno di sabato. Su questo punto non ci sono dubbi.
4) Mega Civilization
Se da un lato la partitona ha praticamente tolto dalle altre attività della giornata una decina di giocatori, dall’altro è anche vero che si è potuta giocare solo grazie al contenitore della Niccon: un giocone come Mega Civilation ha infatti bisogno di tempo, spazio e giocatori motivati, tutte cose che si possono trovare solo ad una convention ludica. Tra l’altro, questa partita – la prima mai tenutasi in regione, a quanto mi risulta – è già divenuta leggendaria in zona, al punto che chi è mancato a causa dell’influenza rimpiange l’assenza e confida in una prossima replica.
Perciò: anche alle prossime Niccon ci sarà il «main event». Spero sia ancora Mega Civilization ma la sola copia di cui disponiamo non è mia e quindi non posso garantirne la presenza.
5) L’elenco dei giochi
Assieme all’email di invito (preceduta sempre da una chiacchierata o telefonata a ciascuno dei prescelti per presentargli – o presentarle – l’iniziativa a voce) ho mandato il collegamento ad un elenco dei giochi che avrei portato alla Niccon, che poteva essere consultato ed integrato da chiunque lo desiderasse: per preferenza personale ho creato una geeklist su Boardgame Geek ma, nonostante le numerose aggiunte che sono state fatte da diversi amici, è ed era chiaro che non tutti usano quel sito. La geeklist quindi ha funzionato molto bene come indice o catalogo dei giochi ma non può affatto sostituire gli strumenti di discussione più comuni e diffusi su internet, ossia uno qualunque degli aborriti social network.
Perciò: la prossima volta userò ancora una geeklist ma solo come elenco integrabile dei giochi che saranno disponibili. La discussione sulla Niccon – come accordi tra gli invitati per giocare a questo o quello, scambi di battute e conversazione leggera – verrà invece dirottata su un gruppo in un qualche social network, quello più gettonato al momento.
6) Il libro degli ospiti
Quest’aggiunta dell’ultimo momento è risultata essere anche una delle maggiori soddisfazioni personali che mi sono giunte dalla Niccon, già ricca di soddisfazioni: la riuscita del libro degli ospiti (uno splendido volume anticato della Paperblank in formato A4 con fermagli in metallo, acquistato il giorno prima perché me n’ero scordato) è stata una sorpresa perché mi aspettavo di raccogliere solo delle firme o, nel migliore dei casi, semplici saluti. Ed invece accanto alle numerose formule convenzionali mi sono imbattuto in saluti molto più articolati ed anche in autentiche attestazioni di amicizia, di quelle che fa piacere leggere la prima volta e poi rileggere anche a distanza di anni.
Perciò: il libro degli ospiti non poteva mancare né mancherà alle prossime Niccon, probabilmente adagiato su un leggio di cui mi servivo ai tempi dell’università e che da allora non ho più usato.
7) I vettovagliamenti
Questo è un punto che richiede più attenzione in vista delle prossime edizioni. Quando gioco non penso al cibo: tuttavia alla Niccon mi sono reso conto dell’esistenza di giocatori più voraci che allo scoccare dell’ora di pranzo e di cena reclamano il pasto ed interpellano altri per ordinare assieme il cibo a domicilio (pizza, cinese o messicano che sia). Avevo trascurato questo aspetto, ritenendolo marginale, ed invece l’ho scoperto essere rilevante: immaginavo che due patatine, alcuni sacchetti di dolciumi e diverse caraffe d’acqua fossero sufficienti.
Perciò: mi assumo volentieri spese come l’affitto della sala, per l’opportunità di riunire gli amici che mi offre la Niccon, ma non vorrei nemmeno esagerare coi costi. La prossima volta quindi mi accorderò con una pizzeria da asporto per una convenzione pizza più bibita più consegna a prezzo ridotto. Valuterò anche se aumentare la quantità di patatine e di bibite disponibili: ciò infatti implica un aumento dei costi e, dal momento che partecipazione alla Niccon (come ad ogni altra mia iniziativa) è e resterà gratuita, devo prima farmi un’idea di quanto le varie cibarie possano incidere sul bilancio.
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